Una mostra di foto di Martin Parr sul lato nascosto di Montmartre.
Altro che l'insulsa d'Amelie Poulain!
Dal 6 aprile al 2 Luglio
Da mercoledì a domenica 15-20
Sabato 10-20
Wednesday, April 20, 2011
Tuesday, April 19, 2011
Poema anonimo
di attacchini che hanno sovrapposto parole e accumulato immagini. E alcune cadono, alcune rimangono, come avrebbe detto Cortázar.
Cortázar, lo scrittore argentino naturalizzato francese che abitava nella rue Martel.
Alla fine sono andata in rue Cassette
alla ricerca dell'edificio dove abitava Alfred Jarry al terzo e mezzo piano. Ho trovato:

un tipo stravagante che assomiglia a Ubu,
l'antico hotel di Cossé-Brissac

con tanto di lapide,

una scuola materna per bambine della città di Parigi

una madonna gotica al terrazzo che assomiglia a mia nonna (la Madonna, non il terrazzo).

Al numero quindici, un bel palazzo,

e davanti un ristorante le cui vetrate riflettevano il palazzo davanti,

e finalmente il numero sette

che in effetti ha dei piani parecchio alti. Ma se erano stati dimezzati... ora non lo sono più. Non c'è nemmeno una lapide che ricorda che Jarry ha vissuto qui al terzo piano e mezzo, con un tavolo ridotto, sedie ridotte, letto ridotto etc.
Solo la libreria ha un'incongrua insegna con Ubu.
un tipo stravagante che assomiglia a Ubu,
l'antico hotel di Cossé-Brissac
con tanto di lapide,
una scuola materna per bambine della città di Parigi

una madonna gotica al terrazzo che assomiglia a mia nonna (la Madonna, non il terrazzo).
Al numero quindici, un bel palazzo,
e davanti un ristorante le cui vetrate riflettevano il palazzo davanti,
e finalmente il numero sette
che in effetti ha dei piani parecchio alti. Ma se erano stati dimezzati... ora non lo sono più. Non c'è nemmeno una lapide che ricorda che Jarry ha vissuto qui al terzo piano e mezzo, con un tavolo ridotto, sedie ridotte, letto ridotto etc.
Solo la libreria ha un'incongrua insegna con Ubu.
Monday, April 18, 2011
La festa dei vicini - mai 27
Bella idea, ma in una casa parigina media non entrano più di dieci vicini, ammettendo che tutti restino i piedi. Del resto, con prezzi sui 10.000 € al metro quadro non c'è da largheggiare.
"Mai" non è un grido di disperazione per l'impossibilità di avere una vita sociale in 9 metri quadri (il minimo abitabile a Parigi). In francese "mai" significa "maggio". Per chi volesse saperne di più sulla festa dei vicini: http://www.immeublesenfete.com/. E c'è pure la versione in inglese: http://www.european-neighbours-day.com/
"Mai" non è un grido di disperazione per l'impossibilità di avere una vita sociale in 9 metri quadri (il minimo abitabile a Parigi). In francese "mai" significa "maggio". Per chi volesse saperne di più sulla festa dei vicini: http://www.immeublesenfete.com/. E c'è pure la versione in inglese: http://www.european-neighbours-day.com/
Sentiero luminoso
al Palais Royal. A quanto pare il Palais Royal è lo scenario di un giallo Murder in the Palais Royal: An Aimee Leduc Investigation. Spero che sia meno banale de Il Codice da Vinci.
Quando c'è vento o si va a teatro
Quando c'è molto vento, il parigino avveduto eviterà di passare per il parco del Lussemburgo. Infatti, dal selciato si levano nuvole di polvere abbastanza piacevoli da vedere, meno da respirare. Del tutto controindicate per macchine fotografiche e ipod.

Se l'intenzione è di far navigare le barchine nella fontana, la presenza di vento è indispensabile. Ma dopo un'ora di navigazione, sarà necessaria una doccia per togliersi di dosso il polverone.

In realtà, anche quando non c'è vento, una passeggiata in un parco cittadino significa ridursi le scarpe in stato impresentabile: mai passare da Lussemburgo e Tuileries prima di andare a teatro se non si vuole avere l'aspetto di chi è appena ritornata dalla Parigi-Dakar. Esperienza diretta.

E solo ora mi rendo conto che il giardino del Lussemburgo ricorda il giardino di Boboli. Forse Maria de' Medici (che ha fatto costruire il Luxembourg) aveva nostalgia di Firenze?
Se l'intenzione è di far navigare le barchine nella fontana, la presenza di vento è indispensabile. Ma dopo un'ora di navigazione, sarà necessaria una doccia per togliersi di dosso il polverone.

In realtà, anche quando non c'è vento, una passeggiata in un parco cittadino significa ridursi le scarpe in stato impresentabile: mai passare da Lussemburgo e Tuileries prima di andare a teatro se non si vuole avere l'aspetto di chi è appena ritornata dalla Parigi-Dakar. Esperienza diretta.

E solo ora mi rendo conto che il giardino del Lussemburgo ricorda il giardino di Boboli. Forse Maria de' Medici (che ha fatto costruire il Luxembourg) aveva nostalgia di Firenze?
Sunday, April 17, 2011
Quando passa la randonnée
Domenica pomeriggio e venerdì sera può capitare di veder passare qualche migliaio di forsennati in roller-blades. La randonnée di domenica è per principianti, quella di venerdì per esperti. In ogni caso, non c'è verso di attraversare la strada quando arrivano i pattinatori. Li si guarda sfrecciare più o meno eleganti o goffi, e si aspetta che siano passate le ambulanze che li seguono (non si sa mai).
Buoni propositi estivi: prima o poi toglierò i roller dalla naftalina e parteciperò alla passeggiata per gli imbranati.
Friday, April 15, 2011
Terzo e mezzo
– Monsieur Alfred Jarry ?
– Al terzo e mezzo.
Questa risposta della portinaia mi stupì. Montai da Alfred Jarry che effettivemente abitava al terzo e mezzo. I piani della casa erano parsi troppo alti di soffitto al proprietario, e li aveva dimezzati...
Guillaume Apollinaire, le Flâneur des deux rives.
Pare che Being John Malkovich non ha inventato nulla. E' il racconto più divertente de Il flâneur di Parigi.
Bisognerà andare a vedere questa rue Cassette nel 6eme.
Monday, April 11, 2011
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